23 febbraio 2006

C’era una volta l’Islam

Intendiamoci. La volontà assoluta dei potenti d'oggi è l'annebbiamento mentale dei popoli. I nostri sono tempi in cui i potenti mettono in discussione cose che la storia Storia ha già giudicato. Vogliono confondere. Vogliono creare il caos in modo da renderci succubi di bisogni che solo loro possono soddisfare. Come una madre snaturata, ossessiva e autoritaria che in un modo o nell'altro allontana a tempo indeterminato il giorno delle nozze del proprio figlio per paura di perderlo.
Ma il caos non esiste!
Esistono schemi. Schemi sopra altri schemi. Schemi che influenzano altri schemi. Schemi nascosti da schemi. Schemi dentro schemi. Quello che si intende per caos non è nient'altro che uno schema che non abbiamo riconosciuto. Per riconoscerlo provo a catalogare e capire utilizzando l'utilizzabile. E qui mi fermo e conto fino a dieci prima di andare avanti.
Il buonsenso. Il buonsenso spinge le persone a comprendere a fondo anche le "differenze". Esso in quanto sedentario e paziente, in quanto dispone del tempo, corregge gli errori e facilita le soluzioni. Dunque è la virtù del saggio. Per tanto, in nome della logica, tutti noi dovremmo affidare le redini del nostro paese a persone sagge. Giusto? Ma il motivo per cui si fatica ad individuare chi saggio non è, non si sa.
La Storia. "La Storia insegna e noi abbiamo il diritto e il dovere di imparare", come disse Frau Wilborn alla studentessa sicula-riccioluta-e-tedeschizzata-in-tenera-eta'. Ella si illuminò d'immenso quando sentì pronunciare per la prima volta questa bellissima frase composta da rispettabilissimi termini: "insegnare", "diritto", "dovere" e "imparare".
I m p a r a r e. C h e b e l l a p a r o l a.
Differenze. La differenza che c'è fra medioriente e occidente, si sa. Quale sarà la differenza fra la seconda e la terza guerra mondiale, anche. Ma che differenza c'è, sentimento religioso a parte, fra islamici e cristiani?
Provo a capire? Provo a capire.
In occidente, nel 2001, vennèro abbattute le torri gemelle. Morirono un gran bel numero di persone. Ed in conseguenza di ciò, alcuni islamici festeggiarono nei loro paesi esprimendo gioia immensa e gratitudine ad "Allah", bruciando bandiere che rappresentano l'occidente. Immagini che tempestarono le nostre parabole. (Incivili!Incivili! Incivili!!)
Sempre in occidente, nel 1992, vennero ammazzati due uomini di Stato che si misèro in testa di sconfiggere la Mafia. Alcuni cristiani festeggiarono nelle
viuzze dei loro paesi esprimendo gratitudine al "Traffico" e alla "Siccità", scrivendo sui muri "Viva la Mafia". Molte parabole rifiutarono queste immagini. Altre no. (Incivili noi? Non sia mai, per Dio!)
Italia. Quando gli uomini di Stato parlano hanno molte più responsabilità degli altri. Si sa. La loro responsabilità civile è regolata dal diritto comune. E la gente lo sa. Perciò, spesso e volentieri, a loro ci crede. Pertanto, quando uno di loro considera il dichiararsi cattolico una licenza per promuovere una crociata contro l'Islam comportandosi come delle vere e autentiche teste di ca**o, io non posso mettermi a sbraitare in aramaico antico come sarebbe mio sacrosanto diritto, ma devo insensibilmente sorridere, e dire con nonchalance: "Va bene, ma io credo tuttavia nella democrazia bla bla bla e nella giustizia bla bla". O qualcosa del genere (bla). Porcoqua e porcola' non va bene. Magari ci sono dei minorenni che mi ascoltano, e potrebbero credere che in fondo tutta questa democrazia non e' poi così democratica; che non è una conquista o un privilegio ma un obbligo per chi ancora non ne capisce a fondo il senso più ampio.
Dunque. Mi rivolgo a coloro che sono arrivati a leggere fin quì senza spararsi un colpo in testa. Tutta questa manfrina pazzesca per dire che una persona dotata di un minimo di buon senso, che conosce la Storia, che comprende le
"differenze", fà tutto il possibile per prendere la giusta e saggia decisione. Chi è andato in mondovisione con Maometto che gli coglionava sulla pancia cercando di spiegare il diritto della satira a chi si fà letteralmente esplodere in nome di quest'ultimo, non ha preso la saggia decisione, né chi lo ha permesso.
Tuttavia credo che la Storia sia un pochettino più complessa di questo schemino che mi vogliono
infinocchiare. Ma se volete continuare a credere che i musulmani saltino in aria per la conquista del paradiso o per via di una vignetta, o che il sommo proprietario della Palestina sìa un popolo eletto, o Ariel Sharon (e Bush), beh, fate. Le favolette non si negano a nessuno.
C'era una volta un mondo semplice semplice in cui gli uomini morivano e non erano felici....



cit. Chuck Palahniuk, Riccardo Orioles

15 febbraio 2006

Le lucciole hanno spento la luce


Da tempo sono piuttosto perplessa sulla modalità di approccio fra uomo e donna al giorno d’oggi.
Sembra che ormai si parta dalla coda con la speranza di raggiungere la testa.
Uomini e donne, quotidianamente, si incontrano e finiscono a letto insieme, magari la sera stessa, senza troppi convenevoli.
Una volta ci si conosceva, si parlava, ci si sorprendeva nel trovare affinità che avvicinassero i due sessi. Si aveva la pazienza di aspettare. Come in una partita a poker, le carte si scoprivano poco a poco, con conseguente e crescente adrenalina. Poi quando il cervello era ben coinvolto e la pelle si accaponava anche solo al semplice sfiorarla, si faceva l’amore. Ed era l’ingresso ad un mondo variegato di scoperte e nuove sensazioni.
Ma al giorno d’oggi, il consumismo ha influenzato anche i sentimenti e le sensazioni. Tutto va consumato alla velocità della luce per poi esser buttato via in cerca di qualcosa di nuovo.
Non c’è più suspance! Non c’è più curiosità. Non esiste più la pazienza di costruire lentamente qualcosa che possa lasciar traccia nella nostra e nell’altrui anima.
Si è per lo più mossi dalla necessità egoistica di soddisfare i propri bisogni fisici ed emotivi. E spesso l’altro è solo il mezzo per raggiungere lo scopo.
E, non volendo per forza essere pessimisti, ma facendo delle previsioni spicciole, se consideriamo ciò che ci propina la tv odierna, non potrà che andare sempre peggio.
Ma che impostazione mentale e idea della vita avranno le nuove generazioni cresciute a suon di “Uomini e donne” della De Filippi?
Se analizziamo il linguaggio di questo tipo di trasmissioni (che porta la gente comune alla ribalta e ne fa dei personaggi famosi solo in base a quanto bellocci/e sono) non possiamo che registrare uno strafalcione dopo l’altro. Questi qui si esprimono alla buona, senza nemmeno tener conto dei rudimenti basilari della lingua italiana. E i giovani si abitueranno a pensare che esprimersi a tentoni sia normale, magari anche di moda.
Non potranno che pensare che mettere i propri sentimenti alla mercè di tutti sia una cosa normale. Magari anche che offendere la gente, sul principio che dire sempre ciò che si pensa è sinonimo di sincerità, sia normale e magari anche ammirevole. Anche se lo si dice senza avere alcuna cura del modo in cui lo si fa e dell’effetto che questo può fare al destinatario del messaggio.
Siamo proprio lontani anni luce dalla raffinatezza delle lucciole (quelle vere), che per informare di essere pronte all’accoppiamento emettono segnali luminosi con un’intermittenza in codice per permettere l’identificazione del loro sesso.
A proposito di lucciole? Ma che fine hanno fatto? Io ricordo che da bambina, quando passavo le mie estati in campagna, al calar della sera, i campi si popolavano di innumerevoli lucine che trasformavano la terra in un cielo stellato. Ma saranno almeno 20 anni che non ho la fortuna di vedere questi magici insetti. Non si staranno mica estinguendo? Sarebbe triste che i bimbi delle generazioni future non potessero più spalancare di sorpresa la bocca alla scoperta di quest’insettino, poco più piccolo di un centimetro, che improvvisamente si illumina. Per poi, di contro, vederli gioire se il “tronista” di turno ha scelto la sciacquetta di turno preferita…
Eva_Kant

09 febbraio 2006

Meglio quando eravamo scimmie?



Uno dei temi che, a mio avviso, ha avuto un enorme peso nella società negli ultimi cinquant’anni è senza dubbio l’evoluzione della Donna. E non solo nel senso più strettamente antropologico. Fisicamente credo che le sue “forme” corporee abbiano risposto alla legge di Darwin. Un perfetto e parallelo cambiamento di anima e corpo che l’hanno portata a conquistarsi il primato di “forza della natura”. Non che prima non lo fosse (non fraintendete la mia obiettività con il femminismo…), ma certamente oggi tutto ricade su di lei, nel bene e nel male. Mi chiedo se noi donne, rispetto alla nostra evoluzione, siamo più perplesse o più confuse. Voglio dire: siamo davvero soddisfatte? Un uomo risponderebbe: “certo che no! Vi celate dietro una forza apparente, ma in realtà la situazione vi è sfuggita di mano”. Io dico: “No, che non siamo soddisfatte, ma di voi cari uomini!”. Cosa vogliamo fare: colpevolizzarci per essere state “troppo” brave nell’essere più forti nel lavoro, nella gestione della casa e della famiglia, nell’educare i figli, nel prendere decisioni, nel sopportare i dolori fisici e quelli che ci causate voi (fermatemi….non vorrei distruggervi troppo), nel tradire? (perché anche lì…vi fate pure fottere..)??? Io direi che potremmo, piuttosto, colpevolizzarci per aver reagito tardi. Chissà, se l’avessimo fatto prima che Darwin fosse intervenuto su di voi, facendovi ritrarre come la testa di un “favalucio” (lumaca) al tocco delle antenne, forse quella generazione avrebbe avuto una reazione diversa, senza scappare e senza rifugiarsi sotto la chioccia. E così ci ritroviamo oggi a dover scegliere un compagno, che ha bisogno di noi, perché è questo che vogliamo realmente: che Lui abbia bisogno di noi, perché sappiamo che, per quanto ci riguarda, il contrario può anche non esserci. Care Donne, Vi avverto, però, quando l’uomo diventa gay anche per lui non ci sarà più il contrario.
Non posso, però, non sottolineare che esistono le eccezioni. Perché si dice sempre così: “non bisogna generalizzare”. Mi spiegate, però, perché è così difficile trovare l’eccezione? Esiste veramente o è un alibi per non perdere la speranza che “il vero uomo” ancora non si sia estinto”. Ad ogni modo, non voglio essere troppo estremista, altrimenti difenderei anche quelle donne che di passi avanti non ne hanno fatto (anzi).
Personalmente a me mancherebbe l’assenza dell’Uomo. Per quanto io possa essere ben contenta e orgogliosa di essere nata con un “bassorilievo”, non posso fare a meno di amarlo. L’imponenza fisica, il pelo sul petto, “l’altorilievo”, l’ugola e gli slip maschili sono ricchezze alle quali non saprei rinunciare. Non voglio pensare che esiste solo Lei. Non voglio fare la guerra del più forte, piuttosto il gioco del più forte. Voglio vincere e perdere con lui. Soffrire e gioire. Distruggere e costruire. Piangere e ridere.
Essere uomo ed essere donna.
Con lui. Solo con lui.

Sarasmile :-)

08 febbraio 2006

Ode alla Lentezza



Il mondo viaggia nella direzione del dinamismo e dell’iperattività. Oggi se non fai 100 cose al giorno sei out! E tutti corrono per star dietro a tutto. Si alzano al mattino, fanno colazione ingoiando le cose per la fretta, corrono al lavoro e mentre sono per strada in macchina litigano con un certo numero di persone che sembra non aspettino altro che qualcuno per scaricarvi sopra tutto il proprio nervosismo, arrivano al lavoro e gestiscono sempre più cose di quelle che riescono ad immaginare, mangiano cose che hanno poco a che vedere con l’alimentazione consigliata dagli alimentaristi, tornano a produrre e magari quando hanno finito vanno anche in palestra perché “mens sana in corpore sano”! Poi un giorno scoppiano e fanno qualcosa che apparentemente va fuori dagli schemi: lasciano la moglie perché trovano qualcosa che sembra la promessa di un cambiamento per se stessi; scambiano i normali ed ovvi stimoli di qualcosa di nuovo per la svolta che renderà la loro vita più appagante e divertente; cercano nuove esperienze sessuali per ritrovare la voglia e provare nuovi brividi che li risveglino dal torpore di una vita sempre uguale, senza capire che in fondo il problema è quello di essere diventati delle macchine non più in grado di assaporare ciò che si ha già. La lentezza ed una maggiore capacità di darsi più attenzione per godere di ogni piccola sfaccettatura di questo mondo.
Gli orientali questo lo sanno bene, ma siccome è facile essere tentati e cedere alle scoppiettanti lusinghe del marketing che ormai tutto governa, cominciano anche loro ad adeguarsi al mondo occidentale (vedi i cinesi).
Senza capire che fra qualche anno daranno anche loro da vivere agli psicologi.
Dannazione, io amo la lentezza! Amo gustarmi i particolari di ogni cosa. Amo osservare le cose nel loro complesso per poi sorprendermi di trovare un particolare che, se a prima vista potrebbe essere un elemento di disturbo, ad un’analisi più attenta può invece rivelarsi ciò che rende speciale e diversa la cosa in sé. E non capisco perché dovrei essere catalogata come pigra solo per questo. Semmai lenta. Ma chi ha stabilito che l’accezione della parola “lento” oggi debba per forza essere negativa? Se è vero che la parola “lento” sembra provenire dal latino “lèntus” che è il participio passato di “lenire” (rendere molle, far arrendere) e da “lènis” (“molle”, “mite” ed ebbe il significato di “pieghevole”, “flessibile” e quindi “attaccaticcio”, “tenace”.. che non sono tutti termini di accezione negativa), altri sono convinti che provenga invece dal greco “leptòs” (“tenue”, “sottile”). Questo per dire che le cose poi, all’origine a volte sono in un modo, ma poi l’evoluzione delle cose le sporca in qualche modo.
Ci dicono che dobbiamo produrre e realizzarci adesso che siamo giovani e abbiamo l’entusiasmo per farlo. Ci dicono che ci riposeremo e avremo tempo per occuparci di noi quando saremo in pensione. Ma a quel punto saremo stanchi e non più giovani per avere l’energia di farlo.
A volte ho la sensazione che sia tutta una grande e folle fregatura! Un giorno forse vorrò avere un figlio e non vorrò insegnargli ad essere un robot senza coraggio! Dovrà essere libero ed appagato. Ed essere consapevole delle contraddizioni e dei tranelli di questa società.
Eva_Kant

Poco fumo, tanto arresto.

Uno, due, tre. Prova.
Uno, due, tre. Prova. Prova.
Non so se riuscite a leggermi. Ma se ci riuscite, leggete. E se state leggendo, bhe', allora quello che avete trovato è la prova che ho avuto quello che gli alcolisti definiscono “L’attimo di lucidità”.
Ho deciso di inaugurare il mio primo post con una notizia di cronaca nazionale.
E, se state leggendo, dovreste sapere da soli che non perdero’ occasione di dare un morso alla politica o, meglio ancora, quella che preferisco definire “la cosa pubblica”.
C’e’ una cosa che perplime e confonde i miei già confusi neuroni. Ma prima di spiegarmi meglio è d’obbligo una breve premessa.
Il caro ministro gianfranco fini (notare le minuscole) confessa di aver fumato erba una solo volta …in Giamaica (da bravo paraculo avrebbe voluto citare un paese dove e’ legale fumare erba, ma da bravo ignorante sbaglio’ paese).
Il povero ministro ha subìto quello che capita ad un fumatore di mariuana su un quadriliardo. Diagnosi: lobotomia da post-thc. Ecco svelato il mistero. Ecco perché gli riesce impossibile distinguere uno spinello da una dose di eroina. Tant’è che ieri è stata finalmente approvata la tanto discussa e voluta Legge. Voluta da loro. Da quelli della Casa della semi-libertà. Fine della premessa.
Mentre i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare sulla depenalizzazione della canapa, i cittadini italiani rischiano sanzioni amministrative - se sorpresi con una quantità pari o inferiore a quella stabilita, coca 0.5 g, erba 0.3g - e sanzioni penali da 6 a 20 anni per i reati di spaccio e traffico di qualunque tipo di sostanza (superando la quantità minima consentita).
Lo Stato dunque ci tiene a sottolineare che sono tutte droghe pericolose. E che quindi bisogna far capire bene-bene ai giovani che fumare uno spinello equivale (ne più nè meno) a un iniezione di eroina.
Siamo in l e g g e r a controtendenza, direbbe Grillo. Io dico, c’è qualcosa che non torna! Eppure si tratta di due Stati in cui la sovranità deriva indubbiamente dal popolo. Motivo percui esistono anche i referendum. Ma è evidente che queste cosucce per quelli che attualmente legiferano siano cose sulla quale poter passare sopra senza troppi scrupoli. Il nostro referendum popolare del 18 aprile del 1993 aveva abrogato, fra l’altro, proprio quelle norme che prevedevano sanzioni penali per i consumatori. Quindi mi chiedo: il motivo per il quale oggi (anzi, ieri) hanno deciso una cosa per la quale avevamo gia’ deciso noi (popolo), qual’è??
Dicono: “Pesanti o leggere alterano comunque e si mostrano dannose. Tutte le droghe alterano la funzione del cervello perciò sono pericolose e vanno eliminate.”(fonte Ansa)
E Internet? Internet ha stimolato i ricercatori ad iniziare uno studio sulla IAD (Internet Addiction Disorder) per via della sua analogia psicopatologica con quadri clinici assimilabili all'uso di sostanze psicotrope. Ed è stato detto più volte dalla scienza che la rete si inserisce in quegli spazi psicologici, come le droghe si inseriscono in un mondo di disagi e/o di sofferenza psichica che costituisce il terreno predisponente. Internet, quindi, altera!
E la nutella? Il Caffè? Sono pericolosi anche loro e vanno eliminati se seguiamo questo ragionamento. Fatta eccezione per quella che è la vera piaga della canapa. Quella carta vincente degli effetti negativi dei cannabioidi sulla memoria e, per farlo, riporto una dichiarazione del Prof. Gian Luigi Gessa (Scienziato che da trent’ anni rappresenta nel mondo la ricerca neuro-farmacologica italiana più avanzata, nonché direttore dell’ Italian Journal of the Addictions) :
"I cannabinoidi hanno un effetto negativo su particolari tipi di memoria e apprendimento durante l’intossicazione (anche una volta sola) e gli effetti scompaiono all’interruzione. Alcuni consumatori cronici (per anni) di cannabis hanno dei deficit persistenti di memoria e apprendimento: tuttavia non è sicuro se questi deficit siano attribuibili al consumo o fossero presenti prima dell’inizio dell’assunzione cronica.”
Bene, a questo punto, concludendo, non posso fare a meno di chiedermi due cose:
1. (e grazie al ca**o) Se sei stato fatto per anni, fumando 3-5 canne al giorno, vivendo nell’oblio completo per tutto il tempo, che diamine ti vuoi ricordare?
2. Considerato che: i cannabioidi provocano danni a diversi tipi di memoria; che ogni libero cittadino ha il diritto a non “autoincriminarsi” e vietarlo è una violazione dei diritti umani; Se mi trovano con una quantità d’erba superiore a quella stabilità, posso ancora avvalermi del sacro e santo diritto di non ricordare?



cit. Chuck Palahniuk

06 febbraio 2006

E' Nato! :)



Eccoci qui!
Salve a tutti, direi di cominciare con le presentazioni..
Questo non e' il blog di una sola persona, bensi' di un ristretto gruppo di ragazzi e ragazze siciliani che, un po' perplessi e confusi il giusto, si interrogano su tante cose:
- la propria quotidianita'
- questa strana societa' e la gente di cui e' fatta
- la politica
- le contraddizioni del nostro bel paese
- le relazioni interpersonali e le loro evoluzioni
- la sicilianita'
- e svariate amenita', a tratti ironiche o profonde, che turbano le loro menti bacate.
Partiamo subito dal presupposto che questo e' per noi una sorta di luogo di ritrovo dove darci a vicenda degli spunti per riflettere o ridere insieme. Per cui se ti annoi puoi anche andare a scorazzare su qualche altra pagina web e "cambiare canale". Il bello di internet e' proprio la possibilita' di scegliere i contenuti di cui si vuole fruire ;)
In caso contrario, se anche tu sei un po' perplesso e confuso, non possiamo che darti il benvenuto! Ci faremo delle belle chiaccherate, spesso inutili, ma chissa' che come in una seduta di brainstorming non venga fuori qualcosa di interessante.
Eva_Kant