21 febbraio 2007

1 year of 6 years


***Consigli per la lettura di questo post:

Per stuzzicare orecchie e spirito: Make Your Own Kind Of Music di Mama Cass Elliot (che puoi ascoltare nella nostra radio.blog)

Per le papille gustative: Baiocchi


“Il tuo spirito mi sfiorò dal primo istante in cui ti vidi, con una delicatezza e intensità senza pari. Non era semplicemente per la tua bellezza algida. Mi è sempre piaciuto osservare le donne belle, così come rimango rapita da un bel quadro, un oggetto dal design sofisticato o qualcosa in cui la ricerca del particolare è riservata solo a coloro che hanno la pazienza di soffermarcisi. Nel tuo caso, però, la bellezza non si fermava solo all’involucro. C’era dell’altro ed in quel momento non riuscivo bene ad identificare cosa fosse. Ciò che so, è che stuzzicava la mia curiosità. Forse era quel tuo modo di muoverti, quel tuo fluttuare lento e sinuoso in un ambiente rigido e dai modi spiccioli che nulla aveva a che fare con te. Come quando fra mille biglie nere ce n’è una bianca: non puoi non farci caso. Ecco, questa è l’impressione che ho avuto la prima volta.
Mi sembrava di sapere tutto di te, eppure non ti avevo nemmeno mai vista prima. Sapevo che i nostri spiriti combaciavano, ne ero profondamente certa. Sapevo che tu valevi molto più di quello che eri tenuta a fare in quel momento della tua vita. Sapevo che non c’entravi poi molto con quell’ambiente, anche se poi ne eri praticamente il valore aggiunto. Sentivo che in te c’era stata della sofferenza e che questo ti aveva portata ad essere algida per gli altri. E avevo l’impellenza di trovare un modo per conoscerti meglio.
Ero anche certa che tu stessi provando le stesse sensazioni che provavo io. E me lo confermasti successivamente.
Questo fu l’incipit di sei anni di amicizia coltivata quotidianamente. Forse un’amicizia come ce ne sono tante al mondo, ma con le nostre confidenze, discussioni, condivisioni, risate, silenzi, lacrime e sopra ogni altra cosa: comprensione profonda aldilà delle parole.”


“Non mi piace la gente. Tanto meno parlarci. Storie già lette e raccontate. Risapute. Noiose.
Se da sempre ti hanno vista senza essere guardata, con il tempo smetti di preoccupartene e il tutto diventa reciproco. Se cresci con il desiderio di voler sapere tutto, la gente è quella che ti delude di più. Tutto quello di cui ho sempre avuto bisogno è scritto nero su bianco. Infondo, come in tutte le relazioni, anche con i libri, basta solo trovare del tempo per leggerli.
Eppure la vita insegna e fare finta di nulla non è mai stato il mio forte. Succede di rado e a noi è successo: le nostre vite si incontrano e le onde cerebrali si sincronizzano. E non c’è molto su cui riflettere.
D'un tratto, dinanzi a me appare un angelo. Ma senza aureola e senza ali, un angelo mutilo per un povero mostro come me - salve angelo, sei in pausa? - un volto amico senza averlo mai visto, begl’occhi, ma nulla in confronto alla storia mai letta che mi si è proposta.”


Quando incontriamo una persona per la prima volta, i corpi si parlano con il linguaggio del corpo e sappiamo subito dire se una persona è simpatica o antipatica. Affascinante o respingente. Sono quelle che comunemente chiamiamo sensazioni a pelle, anche qualora un contatto epidermico non si è ancora verificato. Tutto ciò avviene solo attraverso dei segnali che il nostro cervello decodifica subito.
Siamo convinte che le anime si riconoscano. Ad ogni incontro la nostra anima entra in contatto con l’anima di chi abbiamo di fronte: ne riconosce il profilo, le qualità, la natura a volte. Si specchia in un comune archetipo.
Da sempre - da quando ci ragioniamo su - siamo convinte che la volontà di mantenere un qualsiasi tipo di relazione duratura decade dal momento in cui ci si rende conto che ha bisogno di molte cure per funzionare bene e restare in vita. E la cura presuppone fatica. La fatica, a sua volta, usura lo spirito nel tempo. Ma è risaputo che nella società del consumismo, le cose/persone usurate sono fuoriluogo e, quindi, presto obsolete. Così, come per le cose, ci si disfa anche delle persone.
Prima che due persone possano incontrarsi deve verificarsi una miriade indefinita di eventi in ordine casuale, ma secondo uno schema ben preciso e a noi, in prima analisi, sconosciuto. E questo non in un’area o spazio ben preciso, bensì nel “tempo”. Il tempo è il potere che concepisce e misura il trascorrere degli eventi. E’ il paziente e scrupoloso muratore che mette su mattone dopo mattone per costruire. E’, allo stesso modo, l’acqua che corrode anche la roccia più resistente.

Sei anni:
duemilacentonovanta giorni:
cinquantaduemilacinquecentosessanta ore:
tremilionicentocinquantatremilaseicento minuti:
centottantanovemilioniduecentosedicimila secondi.

Dipende da che punto di vista guardi la cosa. Possono essere tanti o pochi. Noi sappiamo che sono stati essenziali.
Una parte delle ultime 8.760 ore abbiamo voluto condividerle qui, insieme a chi ha la voglia di leggerci, di dissentire o ritrovarsi in ciò che vi abbiamo scritto. Ma pensiamo che, in ogni caso, ne sia valsa la pena.
E continueremo.

Irenula & Eva_Kant

19 febbraio 2007

Cirque d'Obscurité

***Consigli per la lettura di questo post:

Per stuzzicare orecchie e spirito: La Nouba dal cd La Nouba di Cirque Du Soleil (che puoi ascoltare nella nostra radio.blog)

Per le papille gustative: Leccalecca alla ciliegia

Le perversioni sono sempre esistite, si sa. Ma siamo nell'era dell'esasperante condivisione totale e tutto cio' che puo' soddisfare la sempre più dilagante esigenza di voyeurismo collettivo, ottiene immediatamente i riflettori della ribalta e richiama la voracita' divulgativa di coloro che sono preposti ad informare la massa. E la massa, è risaputo ormai, ha bisogno di vedere una cosa in tv per sentirsi autorizzata a lasciarsi andare al proprio latente lato trash.

Si spalanchino quindi le porte a tutto cio' che prima era ben celato fra le sicure mura domestiche e, come in un circo umano, chi e' piu' strano abbia piu' consensi e clamore!

Madames et Messieurs, Le Cirque!

Mi chiedo, ad esempio: Che senso ha che una parolaccia in tv costi la gogna a chi l'ha pronunciata se, poi, la totale dissolutezza nei comportamenti e' invece premiata?
In altre parole: Come mai una scoreggia o un rutto sono cose che passano come espressione del limite umano e la parolaccia no?
Il punto non e', ovviamente, sdoganare la parolaccia, quanto evitare anche i vari spifferi di gas vagante.
Seguendo questo filo logico, ne consegue che il kamasutra e' ormai un fumetto degli anni 70.
Oggi al supermercato del sesso c'e' ampia scelta e se la tua specialita' e' ancora la rassicurante missionaria o, quando ti senti voglioso di trasgressione, la consueta posizione ovina, bhe', ti tocchera' fare un upgrade nella grande rete per erudirti e tornare al passo.

Que le spectacle commence!

Ti piace l'idea di fare sesso a tre? Troverai migliaia di persone che non chiedono altro che incarnare il terzo incomodo per una sera. Ami la promiscuita'? Si organizzano gang bang con tanto di certificato di garanzia su igiene e salute. Sei attratto come i cani dall'odore dei piedi? Non ti sentirai piu' solo quando scoprirai che tanti altri come te trovano il proprio equilibrio nello sniffare suole e sandali. Sei una donna stanca dell'inadeguatezza maschile? Tranquilla, serie tv come L.Word hanno sancito che fa figo passare dall'altra parte del fiume. Lo stesso dicasi per quei maschietti che amano altri maschietti: oggi se lavori nel campo del fashion e sei etero sei quasi svantaggiato, quindi anche se sei etero e' consigliabile atteggiarsi a gay. Da piccolo ti picchiavano e oggi non riesci a provare piacere se non le prendi? Tranquillo, non devi mica andare da uno psicologo per questo! Sai quanta gente c'e' pronta a menarti vestita di latex e armata di frustino?

Magari non c'entra proprio nulla, ma mi viene in mente l'immagine di quando stavo arredando casa mia e dovevo scegliere i water. Sono rimasta praticamente basita da quanti tipi di gabinetti avrei potuto scegliere. Con linee morbide, squadrati, sospesi alla parete o tradizionalmente piantati nel pavimento.. Ne ho visti talmente tanti e diversi che alla fine m'e' venuta la nausea e mi sono detta: "Diamine! Io volevo semplicemente un cesso!"

Probabilmente il punto e' che pur di sentirsi diversi si esaspera ogni cosa e a volte anche se stessi.

Potrei andare avanti per molte, molte righe ancora ad elencare le possibilita' che hai per sfogare le tue pulsioni, ma, appunto, c'e' la rete per questo. E chi cerca, trova.

Ovviamente la mia non vuole essere una critica a tutti gli omosessuali (et donne affette da saffismo) che dopo anni di tribolazioni trovano finalmente il coraggio di esprimere il loro amore nella direzione giusta. Chi mi legge da un pò sa che sono un pò rigida, ma non di mentalità così poco aperta.

La critica è piuttosto rivolta a tutti coloro che si lasciano trascinare dalle mode. E il sesso ne è soggetto tanto quanto tutto il resto.
Il problema a mio parere e' un altro: a cosa portera' tutto questo? Quando combatteremo la nostra noia di vivere con cose che non hanno una scadenza emozionale? Quando smetteremo di scegliere la via facile per evitare di fare i conti con la nostra manchevolezza? Quando smetteremo di sorprenderci che gruppetti di quattordicenni gia' facciano le loro piccole gang bang? Quando smetteremo di pensare che e' il mondo che va cosi' e che noi non abbiamo un ruolo in tutto questo?

La fantasia e' una cosa sacrosanta, sopratutto in ambito sessuale. Ma ho l'impressione che passare dalla semplice fantasia all'atto concreto oggi sia diventato fin troppo facile ed in alcuni casi quasi un passaggio obbligato per non sentirsi obsoleti in questa societa' fatta di esasperazioni.