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Per stuzzicare orecchie e spirito: Make Your Own Kind Of Music di Mama Cass Elliot (che puoi ascoltare nella nostra radio.blog)
Mi sembrava di sapere tutto di te, eppure non ti avevo nemmeno mai vista prima. Sapevo che i nostri spiriti combaciavano, ne ero profondamente certa. Sapevo che tu valevi molto più di quello che eri tenuta a fare in quel momento della tua vita. Sapevo che non c’entravi poi molto con quell’ambiente, anche se poi ne eri praticamente il valore aggiunto. Sentivo che in te c’era stata della sofferenza e che questo ti aveva portata ad essere algida per gli altri. E avevo l’impellenza di trovare un modo per conoscerti meglio.
Ero anche certa che tu stessi provando le stesse sensazioni che provavo io. E me lo confermasti successivamente.
Questo fu l’incipit di sei anni di amicizia coltivata quotidianamente. Forse un’amicizia come ce ne sono tante al mondo, ma con le nostre confidenze, discussioni, condivisioni, risate, silenzi, lacrime e sopra ogni altra cosa: comprensione profonda aldilà delle parole.”
“Non mi piace la gente. Tanto meno parlarci. Storie già lette e raccontate. Risapute. Noiose.
Se da sempre ti hanno vista senza essere guardata, con il tempo smetti di preoccupartene e il tutto diventa reciproco. Se cresci con il desiderio di voler sapere tutto, la gente è quella che ti delude di più. Tutto quello di cui ho sempre avuto bisogno è scritto nero su bianco. Infondo, come in tutte le relazioni, anche con i libri, basta solo trovare del tempo per leggerli.
Eppure la vita insegna e fare finta di nulla non è mai stato il mio forte. Succede di rado e a noi è successo: le nostre vite si incontrano e le onde cerebrali si sincronizzano. E non c’è molto su cui riflettere.
D'un tratto, dinanzi a me appare un angelo. Ma senza aureola e senza ali, un angelo mutilo per un povero mostro come me - salve angelo, sei in pausa? - un volto amico senza averlo mai visto, begl’occhi, ma nulla in confronto alla storia mai letta che mi si è proposta.”
Quando incontriamo una persona per la prima volta, i corpi si parlano con il linguaggio del corpo e sappiamo subito dire se una persona è simpatica o antipatica. Affascinante o respingente. Sono quelle che comunemente chiamiamo sensazioni a pelle, anche qualora un contatto epidermico non si è ancora verificato. Tutto ciò avviene solo attraverso dei segnali che il nostro cervello decodifica subito.
Siamo convinte che le anime si riconoscano. Ad ogni incontro la nostra anima entra in contatto con l’anima di chi abbiamo di fronte: ne riconosce il profilo, le qualità, la natura a volte. Si specchia in un comune archetipo.
Da sempre - da quando ci ragioniamo su - siamo convinte che la volontà di mantenere un qualsiasi tipo di relazione duratura decade dal momento in cui ci si rende conto che ha bisogno di molte cure per funzionare bene e restare in vita. E la cura presuppone fatica. La fatica, a sua volta, usura lo spirito nel tempo. Ma è risaputo che nella società del consumismo, le cose/persone usurate sono fuoriluogo e, quindi, presto obsolete. Così, come per le cose, ci si disfa anche delle persone.
Prima che due persone possano incontrarsi deve verificarsi una miriade indefinita di eventi in ordine casuale, ma secondo uno schema ben preciso e a noi, in prima analisi, sconosciuto. E questo non in un’area o spazio ben preciso, bensì nel “tempo”. Il tempo è il potere che concepisce e misura il trascorrere degli eventi. E’ il paziente e scrupoloso muratore che mette su mattone dopo mattone per costruire. E’, allo stesso modo, l’acqua che corrode anche la roccia più resistente.
Sei anni:
duemilacentonovanta giorni:
cinquantaduemilacinquecentosessanta ore:
tremilionicentocinquantatremilaseicento minuti:
centottantanovemilioniduecentosedicimila secondi.
Dipende da che punto di vista guardi la cosa. Possono essere tanti o pochi. Noi sappiamo che sono stati essenziali.
Una parte delle ultime 8.760 ore abbiamo voluto condividerle qui, insieme a chi ha la voglia di leggerci, di dissentire o ritrovarsi in ciò che vi abbiamo scritto. Ma pensiamo che, in ogni caso, ne sia valsa la pena.
E continueremo.
Irenula & Eva_Kant







